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Renzi arriva a Pompei. E incontra agente che ha salvato neonata a Villa Literno

La «cultura è l'anima di un Paese e l'Italia è in questo una superpotenza» Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando agli scavi di Pompei, dove concluderà la presentazione di ExpoIdee, tappa delle manifestazioni di Expo 2015. Per Renzi «riprendersi Pompei» è dire «che cosa è l'Italia che cambia».


«Un anno fa dovevamo rottamare l'espressione "ormai è andata, tanto non ce la faremo maì su Expo". La politica di fronte ai problemi non deve rassegnarsi, né lamentarsi e non cambiare. Expo e Pompei arrivano con rime baciate. In ballo non c'è futuro soltanto. Qui il passato straordinario dell'Italia, c'è tanta bellezza. Ma qui c'è anche pezzo di futuro», ha detto Renzi.

Il premier ha poi incontrato il candidato del Pd alle regionali Vincenzo De Luca e si è congratulato con Raffaele Santoro, il poliziotto che una settimana fa ha salvato una neonata, abbandonata sul ciglio di una strada a Villa Literno, praticandole un massaggio cardiaco.
Renzi si è poi fermato anche per un breve colloquio con una delegazione di operai dello stabilimento di Carinaro (Caserta) della Whirpool-Indesit, dove è in corso una vertenza con l'azienda dopo l'annuncio di 1.350 esuberi. Il premier sentirà in prima persona i vertici della Whirlpool per discutere delle sorti dello stabilimento nel Casertano, hanno poi riferito i sindacati al termine dell'incontro con il premier. «Renzi si è impegnato a intervenire direttamente sulla vicenda, ha confermato il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. «Il presidente del Consiglio ci ha garantito il suo personale impegno a non perdere nemmeno un posto di lavoro», ha detto Caldoro. «Sono a rischio 890 lavoratori», ha sottolineato il presidente della Regione.
«È la prima volta che vengo a Pompei e ne sono estasiato», ha detto ancora il presidente del Consiglio al termine della visita alla Villa dei Misteri di Pompei. Il premier era accompagnato dal ministro della Cultura Dario Franceschini.
«Vedo un derby tra chi gode a fare elenco problemi e chi vuole risolverli - ha proseguito -. Non li sottovalutiamo i problemi, li conosciamo. Ma saremo sempre testardamente dalla parte della bellezza. Forse i padiglioni non aprono il 1 maggio e forse non sono pronti, sento dire. Expo sarà non solo vetrina dell'Italia ma anche provocazione sui temi della povertà e dell'obesità. Il cibo deve essere grande momento di sviluppo. Normale che le catene di pizza siano americane? Nel mondo globale è come se si fossero presi il copyright che giustamente i napoletani rivendicano».
«Non vorrei essere nei panni di chi ha rubato o pensa di rubare ancora. Perché girando pagina, in questo anno è maturata la consapevolezza che chi ruba, ruba non solo un pezzo di paese ma un pezzo di futuro e merita una pena doppia», ha detto ancora Renzi. «Perciò - ha aggiunto - in Parlamento ho chiesto di raddoppiare le pene. Qualcuno ha detto: giuridicamente non può essere, ma moralmente sì».
«Expo è una grandissima occasione per cambiare l'impostazione e l'approccio dell'Italia. Una gigantesca opportunità per tornare a fare l'Italia, perchè il mondo globale chiede Italia. E se in questi anni l'Italia ha perso il treno della globalizzazione non è motivo per non mettersi a correre. Qualsiasi giorno di ritardo ci sia stato, è un'ottima ragione per correre più veloce», ha affermato ancora il premier.
«Expo può e deve essere una grandissima opportunità. Puntiamo a vendere 20 milioni di biglietti», ha aggiunto Renzi.

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