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Decreto Legge Terra dei Fuochi 2 Dicembre 2013

Decreto Legge Terra dei Fuochi 2 Dicembre 2013 Decreto Legge Terra dei Fuochi 2 Dicembre 2013

Roma, Testo del Decreto Legge per la terra dei fuochi deliberato dal Governo Letta nel Consiglio dei Ministri del 3 Dicembre 2013.


Nuove norme per rimarginare le ferite aperte nella Terra dei fuochi, che rappresentano una «risposta senza precedenti» da parte del governo, dello Stato. Questo lo spirito che, secondo il premier Enrico Letta, anima il decreto sulle emergenze ambientali e industriali, un provvedimento che si concentra sull’emergenza Terra dei fuochi con l’inasprimento della legge e l’introduzione del reato di combustione di rifiuti.  L’area tra Napoli e Caserta diventa così zona sorvegliata speciale: con il decreto, in particolare, viene introdotto nell’ordinamento italiano il reato di combustione dei rifiuti, per mettere fine ai roghi tossici dei cumuli abbandonati; è poi stabilita la perimetrazione delle aree agricole interessate e della campagna (per distinguere le aree contaminate da quelle sane), il controllo entro 150 giorni di tutti i suoli (un’istantanea dello `stato dell’arte´); un’accelerazione delle procedure per le bonifiche; e la possibilità dell’uso dei militari. «Oggi per la prima volta le istituzioni nazionali affrontano l’emergenza Terra dei fuochi - osserva Letta - Una risposta senza precedenti, forte, netta per contrastare un’emergenza che si è protratta per troppo tempo». La scelta del decreto - spiega il premier - serve anche per «recuperare il tempo perduto». 

 Per il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando «lo Stato ha iniziato il cammino per riconquistare la fiducia dei cittadini di quei territori»; cittadini cui il ministro rivolge un ringraziamento particolare per aver mantenuto alta l’attenzione, elevando la questione a emergenza nazionale. Per il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo il decreto «non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per una nuova Campania, una Campania che non gira la testa». Le norme, spiega De Girolamo, servono anche per la «tutela degli imprenditori agricoli onesti, la maggioranza che fin’ora è stata schiacciata da camorra e speculazione». Il nodo delle risorse lo scioglie il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, dicendo che «verranno dal Programma operativo regionale (Por) Campania 2007-2013 e anche dalla riprogrammazione del Piano di coesione e se necessario potrà avere finanziamenti nel prossimo ciclo dei fondi che partiranno dal 2014». 

Le modalità di azione le indica Letta quando parla di «un intervento coordinato tra i vari ministeri» e «con la regione Campania» che oggi con il suo governatore Stefano Caldoro ha partecipato al Consiglio dei Ministri. Il premier è diretto: si interviene per la tutela «ambientale e sanitaria» e per un «rilancio economico delle produzioni di quei territori»; ma è chiaro che «il primo tema è la salute delle persone».  Tutela che per Orlando è «tutt’uno con lotta alla criminalità organizzata». Combattere le ecomafie che hanno avvelenato quel territorio è un impegno che il titolare dell’Ambiente ha avuto a cuore fin dai primi giorni del suo insediamento: grazie alle forze dell’ordine e alla magistratura i «primi risultati sono arrivati anche senza decreto», ora «ne arrivano altri che ci consentiranno di cancellare questo nome, `Terra dei fuochi´», che è «suggestivo» ma per quanto simbolico comunque costituisce «un’onta». Infine, Orlando - ricordando su twitter che «nei cassetti del ministero sulla Terra dei fuochi» non c’era nulla «perché si era sempre ritenuto fosse solo un problema locale» - parla di «passo decisivo» che offre «strumenti per un intervento più tempestivo e per una repressione intensa». 

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